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Conoscere il vino orange e macerato

Il vino macerato è una tipologia di vino che si ottiene lasciando macerare le bucce a contatto con il mosto durante la fase di fermentazione. E’ una tecnica antica, utilizzata in passato per conservare i vini più a lungo.

Questo metodo viene utilizzato principalmente per produrre vini bianchi, ma può anche essere usato per vini rossi o rosati. I vini orange sono ottenuti dalla fermentazione di uve a bacca bianca mediante un processo di vinificazione simile a quello utilizzato per i vini rossi.

Durante questo processo, le bucce dell’uva vengono lasciate a contatto con il mosto per un certo periodo di tempo, il che permette ai tannini e ai pigmenti delle bucce di passare nel mosto e di conferire al vino il suo caratteristico colore intenso e sapore strutturato.

La produzione dei macerati spiegata in modo semplice

Il passaggio fondamentale nella vinificazione dei macerati è la macerazione sulle bucce:

Dopo che l’uva viene raccolta e pigiata, il mosto così ottenuto viene trasferito in serbatoi di fermentazione per iniziare il processo di fermentazione. Durante questo processo, le bucce dell’uva sono lasciate in contatto con il mosto per un determinato periodo di tempo.

Dopo il periodo di macerazione, le bucce dell’uva vengono rimosse dal mosto, solitamente con l’uso di una pressa.

Il vino viene così fatto invecchiare in botti di legno o di acciaio inox per un periodo di tempo variabile, a seconda del tipo di vino.

Una volta che il vino ha raggiunto il suo punto di maturazione, viene imbottigliato.

Il periodo di macerazione varia in base al tipo di vino che si vuole ottenere e può durare da pochi giorni fino a diverse settimane.

Durante questa fase, le bucce dell’uva rilasciano al mosto pigmenti, tannini e aromi, che danno al vino un colore più intenso, un gusto più strutturato e una maggiore complessità aromatica.

Il ruolo dei tannini

Il vino macerato tende ad essere più corposo rispetto al vino prodotto senza la macerazione delle bucce. Questo perché durante il processo di macerazione, le bucce dell’uva rilasciano tannini e altri composti che conferiscono al vino alcuni particolari caratteristiche.

In particolare, i tannini sono composti polifenolici che si trovano nelle bucce e nei semi dell’uva. Durante la fermentazione del mosto, se le bucce rimangono a contatto con il liquido, i tannini si diffondono nel vino conferendogli un sapore astringente.

Inoltre, la macerazione delle bucce può anche contribuire a conferire al vino un colore più intenso e una maggiore complessità aromatica, grazie alla presenza di composti aromatici che si trovano nelle bucce dell’uva.

Non tutti i vini macerati sono più corposi di quelli prodotti senza macerazione!

La corposità e la struttura di un vino dipendono infatti da molteplici fattori: la tipologia di vitigno per esempio, il terreno in cui viene coltivata l’uva, le tecniche di vinificazione e l’età delle vigne.

Le caratteristiche del vino macerato

Il vino macerato ha generalmente un colore più intenso rispetto al vino prodotto senza la macerazione delle bucce. Ciò è dovuto alla presenza di antociani, pigmenti naturali che si trovano nelle bucce dell’uva e che conferiscono al vino un colore rosso o viola intenso.

Il vino macerato ha spesso un aroma più intenso e complesso rispetto al vino prodotto senza la macerazione delle bucce. Ciò è dovuto alla presenza di composti aromatici che si trovano nelle bucce dell’uva e che si diffondono nel mosto durante il periodo di macerazione.

Il vino macerato ha un gusto più corposo e tannico rispetto al vino prodotto senza la macerazione delle bucce. Ciò è dovuto alla presenza di tannini, che si diffondono nel mosto durante il periodo di macerazione.

Il vino macerato ha spesso una struttura più robusta rispetto al vino prodotto senza la macerazione delle bucce. Ciò è dovuto alla presenza di tannini e altri composti che conferiscono al vino una maggiore struttura e una sensazione di “pesantezza” in bocca.

Il metodo di macerazione nasce in antichità per prolungare la longevità dei vini. Il vino macerato infatti, tende ad avere una maggiore capacità di invecchiamento dovuta a una maggiore resistenza all’ossidazione nel corso del tempo.

La definizione di “vino orange”

Anche se il termine “vino orange” non è ufficialmente riconosciuto ufficialmente dai disciplinari, negli ultimi anni, il vino orange ha acquisito sempre maggiore popolarità, soprattutto tra i produttori di vino naturali e biologici, che desiderano creare vini unici e rappresentativi di un terroir specifico.

E’ una tipologia di vino che si ottiene dalla macerazione di uve bianche, dove le bucce vengono lasciate in contatto con il mosto per un periodo di tempo superiore rispetto alla normale produzione di vini bianchi. Questo processo permette alle bucce di rilasciare i pigmenti naturali, che donano al vino una caratteristica tonalità arancione o ramata, da cui deriva il nome “vino orange”.

Durante la macerazione, le bucce delle uve bianche rilasciano antociani, i pigmenti naturali che si trovano nelle bucce delle uve rosse, e conferiscono al vino un colore arancione o ramato, simile alla tonalità dell’arancia.

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